La vera storia della multa per aver gettato nel cassonetto i rifiuti raccolti dalla spiaggia

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La vera storia della multa per aver gettato nel cassonetto i rifiuti raccolti dalla spiaggia

foto web

Son passati tre anni e mai avrei immaginato che questa storia sarebbe risaltata fuori in modo così prepotente ora. Un articolo di tre anni, dato che purtroppo è ancora attuale è tornato a essere virale, tanto che in molti da due giorni mi stanno scrivendo pensando che il fatto sia di questi giorni. Addirittura mi ha chiamato anche un giornalista rai. Così data la nuova ondata di popolarità mi sono decisa a raccontare di nuovo tutta la storia. Dall’inizio alla fine.

Con un caro amico rientrando da un’escursione sul Monte Arcuentu decidiamo di fare un tuffo in una delle spiagge più vicine, nella zona di Piscinas ma non nel punto più famoso. Rientrando in macchina mi cadono le chiavi della macchina nella sabbia. Mi metto a cercarle e nel frattempo iniziamo a raccogliere i rifiuti che troviamo lungo il percorso, la maggior parte oggetti in plastica, sia portati dal mare che abbandonati dai soliti incivili. Troviamo una cassetta in plastica e la usiamo come contenitore del nostro bottino. Arrivati in strada non ho altra scelta che caricarli in macchina, mancando qualsiasi cestino o cassonetto È già tardi e non ho nessuna intenzione di fare chilometri per cercare ecocentri, che dato anche l’orario avrei trovato di sicuro chiusi. neanche ci penso in verità. La cosa è stata spontanea non premeditata, non cercava ne consensi ne spettacolorizzazioni, era un’azione comune, di buonsenso, fatta nel silenzio. non avevo idea di dove fossero i punti di raccolta proprio perché non avevo organizzato nulla. Non pensavo di trasgredire la legge gettandoli a Cagliari. Arrivata tardi a casa mi dimentico di buttare tutto subito. Il giorno dopo ero in giro in macchina e ricordatami mi fermo al primo cassonetto che vedo. Faccio attenzione a separare i rifiuti buttando la plastica nel cassonetto della plastica. all’improvviso mi sento accerchiata da tre uomini che si dichiarano vigili in borghese e mi chiedono la carta d’identità. Vedendo la mia residenza mi dicono che sarei stata multata. Io che non sapevo che l’uso dei cassonetti stradali fosse riservato ai residenti del comune di Cagliari e che li ho sempre usati, avendo sempre abitato a Cagliari e avendo cambiato la mia residenza qualche anno addietro resto a bocca aperta. E quasi involontariamente mi esce una battuta: “ma come… ho pulito una spiaggia e voi mi multate?” loro allora mi chiedono da dove venissero i rifiuti e rispondo la verità, ignara che la provenienza dei rifiuti comportasse un aggravio della multa. Alla mia faccia sempre più sgomenta i vigili rispondono facendomi un predicozzo, quanto mai sgradito. Non avevo alcuna intenzione di ascoltarli. Dissi “guardi se mi dovete fare la multa fatemela, aspetto in macchina, ma per favore non fatemi la predica” a questo punto uno di loro inizia a sbraitare urlandomi in faccia a distanza ultra ravvicinata. Ero sola contro tre. Ma non accettavo di essere trattata così. Monta la rabbia, mi esce una “parolaccia” c….. come esclamazione e non rivolta a loro. Chi mi conosce sa che non dico (quasi) mai parolacce di nessun genere. Nemmeno quando guido. Al che l’energumeno che mi urlava in faccia fa una battuta veramente volgare e continua a minacciarmi di portarmi in caserma. Finalmente riesco a andare in macchina a aspettare che mi rendano i documenti. Appena questo accade, metto in moto faccio pochi metri fino a non vederli più, parcheggio e scoppio a piangere. Mi prendo qualche minuto. Mi calmo. Ripenso a tutta la scena. Ripenso all’assurdità della cosa. Mi passa tutto il nervoso e la rabbia. La sera vedo alcuni amici e racconto l’accaduto, tra le risate generali, per quello che era: una barzelletta kafkiana dei nostri tempi. Ma non finisce qui. Decido di postare su fb la foto della multa e la storia. Nel giro di poco vengo contattata da Francesca Mulas, giornalista di Sardinia Post che ha scritto l’unico articolo di prima mano (assieme alla video intervista di Simone Spiga su Cagliari Ipad), tutti gli altri essendo dei copia e incolla con aggiunte totalmente inventate e imprecisioni varie, senza nemmeno citare la fonte tra l’altro. L’articolo diventa talmente virale che iniziano a chiamarmi tv e giornali. Tanta gente mi ha dato solidarietà e sostegno. Altri hanno mostrato la loro invidia attribuendomi colpe e responsabilità basate su informazioni errate,  per essersi documentati dagli articoli copia e incolla+invenzioni. Preferisco non fare nomi, ma se cercate in rete trovate un articolo intitolato “un altro punto di vista sul caso di Ilaria Montis” pieno di bugie e inesattezze, scritto da una persona che si, mi conosce personalmente, ma con la quale io non ho mai parlato direttamente della vicenda e che da quello che si scrive si vede si è documentato sul web di quarta mano. Per fortuna esistono anche veri amici. Una colletta viene organizzata su iniziativa del caro e compianto amico Carlo Masu, un vero attivista per l’ambiente, molto più di me a dirla tutta, che ha dato il suo esempio fino alla fine dei suoi giorni (celebre la storia dei coniugi anziani da lui beccati a gettare un wc in campagna e obbligati e riprenderselo, altro che due plastiche dalla spiaggia !). Vengono raccolti tutti i soldi necessari in pochi giorni e la multa viene pagata, con tanto di servizio ufficiale video di Cagliari Ipad. In quel mese sono stata invitata a tre trasmissioni televisive rai: virus, la vita in diretta e mi manda rai tre. La rai per questi servizi sui quali io non ho ovviamente guadagnato nulla (meglio precisarlo con tutte le malelingue che circolano) ha speso infinitamente di più di quanto io abbia speso per la multa (i famosi soldi pubblici). A Virus, il conduttore cerca di mettermi in mezzo per criticare la giunta comunale di Cagliari. Non ci riesce perché non sono nata ieri e non abbocco. A me non interessano le polemiche di nessun genere, volevo solo parlare del problema rifiuti raccontando questa “divertente” storia e ho colto l’opportunità. Il Comune, dopo la figura barbina fatta dai suoi valenti vigili urbani e un infelice dichiarazione del sindaco, che interpellato a proposito della mia vicenda, ha detto che “Cagliari non può essere la pattumiera della Sardegna”, ha negato qualsiasi confronto sull’accaduto, pur tentato da tutte le redazioni delle trasmissioni suddette. A Virus, dopo la trasmissione, gli ospiti vip e meno vip mi salutano scherzosamente consigliandomi la prossima volta di lasciare i rifiuti in spiaggia. Per me questa esperienza fu un’occasione per parlare di un problema serio che è tutt’ora attualissimo e lontano dalla risoluzione. Fu ed è un’occasione per parlare della necessità di prenderci tutti cura dell’ambiente, perché è un bene comune che stiamo distruggendo tutti insieme con la nostra superficialità, ottusità e mancanza di cura. È un’occasione di ricordarci di prenderci ognuno la sua responsabilità. Ora vorrei che diventasse virale l’azione di ripulire le spiagge e le campagne, più che quella di condividere post su facebook senza nemmeno guardare la data dell’articolo ! La cosa divertente è che alcuni siti hanno ripubblicato la notizia, anche loro senza verificare la data dell’articolo originale. In tanti mi state scrivendo ed è un’occasione anche per sentire amici e amiche che non sento da anni.

Invito i vigili urbani di tutta la Sardegna a fare il loro lavoro multando chi lascia la spazzatura in spiaggia, chi ruba sabbia e conchiglie, chi deturpa la natura in ogni modo anziché multare chi butta i rifiuti in luoghi appropriati quali sono appunto i cassonetti, anche se del comune sbagliato. La Terra è una e non nasce coi confini comunali. Ringrazio tutti e ora forza !!! diamo avvio al nuovo sport dell’estate ! Puliamo tutto !!!!!

By |2017-08-10T15:32:29+00:00Agosto 10th, 2017|Articoli, true stories|0 Comments