Chi sono

Bella domanda.. potrei rispondere che lo sto ancora scoprendo, giorno dopo giorno. Sono nata in Sardegna e ho scelto di continuare a vivere qui, e su cosa voglio fare qui, ora le idee abbastanza chiare ce le ho. Voglio mettere la mia competenza di archeologa, la mia conoscenza del territorio e della storia della Sardegna, il mio amore per questa terra, al servizio di tutti coloro che hanno davvero voglia di conoscerla e scoprirla con amore per ascoltare ciò che essa ha da dirci e da donarci. Per comprendere ciò che essa ha da insegnarci attraverso le sue testimonianze millenarie, messaggi antichi giunti fino a noi uomini e donne del XXI secolo. Per ricordare ciò che abbiamo scordato e chiudere un ciclo.

Mini biografia

Il mio nome è Ilaria Montis, sono nata a Cagliari nel 1979, e fin da quando ero piccola, forse perchè nei siti archeoogici mi son sempre sentita a casa, forse perchè mi affascinavano e mi divertivo tantissimo nell’esplorarli.. avevo un desiderio, quello di diventare archeologa. Dopo la Laurea in Archeologia a Pisa nel 2003, ho frequentato la Scuola di Specializzazione in Archeologia a Pisa e il Master in Geotecnologie per l’archeologia all’Università di Siena. Tornata in Sardegna nel 2008 ho lavorato per sei anni come assegnista di ricerca all’Università di Cagliari, presso il Dipartimento di Storia, Beni Culturali e Territorio e come libera professionista archeologa, conseguendo poi il dottorato di ricerca in Scienze e Tecnologie per l’archeologia e i beni culturali presso l’Università di Ferrara. Attualmente come libera professionista archeologa mi occupo principalmente di archeologia preventiva offrendo la mia consulenza per progetti di opere pubbliche.
Ho pubblicato numerosi articoli in riviste specializzate, quasi tutti li trovate sul mio profilo su academia.edu (https://unica-it.academia.edu/IlariaMontis).
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Nel corso della mia vita ho esplorato la Sardegna e i suoi siti archeologici in lungo e in largo. non posso certo dire di conoscerli tutti, ci vorrebbero molte vite.. ma ne ho visitato davvero tanti.. sempre con lo stesso stupore e ammirazione.
Da circa dieci anni la ricerca interiore, della conoscenza e della libera espressione di sè, ha iniziato a avere sempre più spazio e importanza nella mia vita, principalmente attraverso la pratica dello yoga e della meditazione. Non sono legata a nessuna religione, ma pratico una ricerca libera, rifuggendo da qualsiasi dogma o verità imposta dall’alto, prediligendo la pratica e la sperimentazione diretta su me stessa, di ogni aspetto relativo a ciò che chiamiamo realtà. Convinta che la pratica della consapevolezza possa davvero migliorare la qualità della vita delle persone, nel 2015-2016 ho frequentato il Mindfulness teacher training del CISM di Roma, conseguendo nel 2016 la qualifica di istruttrice Mindfulness e protocollo MBSR.
Nel 2016 ho creato il Progetto Sardegna Sacra, nato dall’unione della mia esperienza come archeologa e esperta conoscitrice del territorio e patrimonio archeologico sardo e le mie esperienze e competenze acquisite e maturate nel campo della crescita personale e della meditazione negli ultimi dieci anni. L’idea di questo progetto nasce proprio dall’esigenza di rivolgersi alle persone in un modo nuovo e originale, capace di coniugare il valore umano a quello scientifico, per coinvolgerle direttamente attraverso l’integrazione delle conoscenze sulla storia antica all’esperienza del momento presente e alla propria storia personale.
Guardare all’immenso patrimonio archeologico sardo e ai lunghi millenni della nostra storia da un altro punto di vista, mi ha permesso di vedere, con occhi diversi, luoghi familiari e di sentirli con una consapevolezza e sensibilità rinnovate, scoprendo nuovi spunti di riflessione e accedendo a nuove comprensioni. Questo mi ha portato a approfondire molti aspetti spesso trascurati nella ricerca archeologica, come la teoria degli archetipi e gli utili apporti che possono venire dall’integrazione di un approccio antropologico alle ricostruzioni archeologiche.
Ho scoperto così che quei luoghi antichi che oggi chiamiamo in modo un po’ freddo e asettico “siti archeologici” e che consideriamo musei a cielo aperto, dei luoghi cristallizzati come una fotografia del passato, in realtà sono luoghi vivi e da vivere in tanti modi oltre a quello classico che l’imperante “turismo culturale”, ci propone. Qui, possiamo fare tante forme di esperienza, e credo che diverse forme di fruizione siano a tutti gli effetti legittime. L’ascolto consapevole di sè e dei luoghi e dell’interazione che si crea, o la semplice meditazione silenziosa, o la condivisione di un cerchio… o l’espressione di arti come la musica e la danza, celebrare un momento particolare o una festa, o altro ancora… nel pieno rispetto dei luoghi e dei monumenti antichi e di ciò che essi rappresentano nella memoria e nella coscienza collettiva.